21 agosto - Whale watching ad Hervey Bay

Prima notte passata sotto l'acqua. C'è però da dire che il nostro camper si è comportato piuttosto bene, e la pioggia non ci ha disturbato più di tanto. La mattina comunque c'è il sole, e fa anche abbastanza caldo.
Colazione per una volta negli ultimi giorni con la dovuta calma.
La Cris ha poi una discussione con la cicciottina della reception, che si chiama Justine, lamentandosi per il wi-fi, che è fake più che free. Naturalmente la nostra non ci può fare molto. Si rivela poi però più gentile del previsto quando andiamo ad informarci per le varie escursioni da fare oggi e domani, rispettivamente a vedere le balene e a Fraser Island. Sarà che ci rimedierà una qualche provvigione, ma si è data comunque da fare per prenotarci il tutto, e anche per farci rimanere la terza notte negli stessi sites. Ottima cosa questa per evitare domani di dover uscire la sera a cercare un'altra sistemazione.
Passiamo quindi la mattinata in relax, in attesa del pick-up alle 12:55 proprio qui davanti all'ingresso del campeggio. I bambini nel frattempo un po' giocano e un po' litigano; come al solito insomma.
Il nostro pick-up è addirittura in anticipo, e alle 12:47 ci sta già aspettando. Pochi minuti di minibus, guidato da una tipa un po' attempata che cerca di fare la spiritosa, e siamo al porto di Hervey Bay, da dove parte la barca per il nostro giretto. Pare che la baia di Hervey Bay sia un posto molto frequentato dalle balene, soprattutto in questo periodo.
Ed infatti di balene ne vedremo parecchie. Dopo circa una quarantina di minuti di navigazione, in larga parte costeggiando la costa di Fraser Island, ci fermiamo in attesa dei cetacei. E subito ne arrivano tre, che si divertono a gironzolare in lungo e in largo intorno alla barca, arrivando anche molto vicino. Uno spettacolo veramente incredibile. Sono enormi! Facciamo ovviamente molte fotografie, ed alcune pare siano venute anche molto bene. Sulla barca ci sono anche altri italiani, con i quali i bambini attaccano subito bottone. La ciliegina sulla torta consiste nel fatto che sulla barca c'è perfino il wi-fi, per cui si può immaginare la felicità della truppa.
Bene, direi che è stata un'ottima escursione che assolutamente valeva il biglietto. E ci siamo anche rifatti della gita alla quale avevamo rinunciato a Gansbaai, giusto tre anni fa.
Si ritorna in camper per un pochino di riposo e poi si esce per la cena. Nel locale dove ci fermiamo c'è il wi-fi, e tutto il resto passa in secondo piano.

Al rientro in campeggio ci accorgiamo che nessuno ha preso le chiavi, dato che qui l'ingresso è chiuso da una cancellata. A questo punto allora la Cris, che nella sua vita deve sicuramente aver visto almeno una volta il film Fracchia, la belva umana, presa da un immotivato slancio di ottimismo ha gridato "Scavalco io!". Nonostante l'opposizione della Mariam che supplicava "No mamma ti prego non scavalcare che ti fai male", lei irremovibile non demordeva: "Che qualcuno mi faccia la scaletta!". Io e Uccio ci siamo anche prodigati, ma era proprio l'impostazione di base che difettava quell'attimino. E così, quando era ormai giunta in prossimità della vetta, la nostra, trovandosi con i piedi più in alto della testa e non sapendo più cosa diavolo fare, mani sudatissime e salivazione ormai azzerata, dovette suo malgrado cedere con un grido disumano: "Non ce la faccio! Non ce la facciooooo"!
Per nostra fortuna c'era il buon Alessandro, il quale in pochi secondi è saltato dall'altra parte come un gatto ed è andato nel camper a prendere le chiavi. E così tutti quanti siamo potuti andare a nanna sani e salvi!