3 agosto - Gita a Phillip Island

Non ci avrei sperato molto, ma questa notte abbiamo dormito bene tutti. E così il peggio del cambio di fuso è già superato!

Risveglio dopo la prima notte australiana
Risveglio dopo la prima notte australiana

Ritrovo alle 8:30 per la colazione. Ci raggiunge Elizabeth, e più tardi arriva a salutarci anche Alberto Sabato, il "collega" della Cris che abita qui a Melbourne.
La nostra meta di oggi è Phillip Island, un posto a circa due ore di macchina a sud della città, famoso per la presenza di una colonia di pinguini, i quali puntualmente ad ogni tramonto escono dall'acqua e vanno a nanna nelle loro tane. Si parte alle 10:30, e aiutati dal nostro bravo navigatore ci mettiamo sulla retta via.
Un po' è nuvolo, un po' c'è il sole e un po' piove, ma il freddo c'è sempre!
Superato il traffico della città il paesaggio cambia radicalmente; praterie verdi e allevamenti a perdita d'occhio per decine di km.
Prima sosta per un caffè lungo la strada in un bar tristissimo, in quel di Grantville, che scegliamo perché Uccio ha visto il simbolo della Lavazza, gestito da una tipa simpatica con il sorriso dalla bocca larga che sa qualche parola di italiano e che mi racconta che ha una zia che fa la suora in Vaticano. Nonostante ciò il caffè non è male!
Ripartiamo verso la nostra meta, fermandoci a Cowes, la cittadina del luogo. Due passi a vedere il mare fino a quando vento e pioggia non ci hanno fatto desistere. Si pranza da Pino's, anche se il vero Pino in realtà ci ha lasciati già dal 1999. Una pizza che di italiano ha ben poco e la solita cotoletta con patatine fritte per i bimbi. Qui il caffè però era proprio buono. Tutto bene, anche se due uccellini che svolazzavano nel locale hanno un po' rovinato l'appetito alla Cris.

Pranzo da Pino's
Pranzo da Pino's

Meta successiva il Wild Life Park, una sorta di zoo popolato da animali del luogo, con la peculiarità che si viene incoraggiati a dare cibo ai canguri, cosa che è molto piaciuta sia ai bambini che agli stessi canguri. Succede solo che la Mariam è scivolata in mezzo al fango, rimettendoci buona parte dell'abbigliamento. In particolare le scarpe, unico indumento per il quale non avevamo previsto ricambi.

Canguro in attesa di cibo
Canguro in attesa di cibo

Ultima meta Penguins Parade, il promontorio dove si possono avvistare i pinguini. Ci arriviamo giusto al tramonto, ma pare che stasera i pinguini siano un po' in ritardo. La Mariam ha troppo freddo, anche perché è senza scarpe e quindi sta in braccio a me, dove non è che possa correre e saltare come al solito per riscaldarsi. Quindi io e lei torniamo indietro, e aspettiamo in macchina con il riscaldamento a palla, come si dice. Dopo un po' ritorna sconsolata anche la Cris. Ha desistito perché aveva troppo freddo pure lei, e perché dei pinguini non c'è traccia, nonostante sia praticamente già buio.

Fa freschino!
Fa freschino!

I Bonos e la Elizabeth resistono impavidi! Alla fine pare che qualche pinguino sia stato avvistato, ma a quanto pare non proprio benissimo.

Waiting for the penguins…
Waiting for the penguins…

Si parte per la via del ritorno che sono già quasi le sette. Per la strada non c'è praticamente nessuno, tranne un canguro, verosimilmente, che attraversa la strada nel momento sbagliato. Ci dispiace molto per la bestiola, ma siamo felici che la nostra macchina non si sia danneggiata. Arriviamo in città che sono quasi le nove. Troviamo un Taco Bell che sta per chiudere ma che miracolosamente ci fa entrare, e così anche per questa sera il digiuno è scongiurato. E alla fine va giù anche il chili!
Di ritorno si passa a lasciare a casa la Elizabeth, e quindi si rientra in albergo.
Giornata alla fine piacevole, anche se freddo e residuo del fuso ci hanno stancati assai.