9 agosto - Kakadu National Park

Giornata iniziata così così, ma che poi ha guadagnato un meritatissimo Vale il Viaggio. Ma iniziamo con ordine.
Sveglia in ritardo, perchè è domenica e io avevo impostato la sveglia che di solito uso per i giorni feriali. Vabbè, solo una quindicina di minuti! Si caricano le macchine e si fa il check-out; la colazione decidiamo di farla fuori perchè in albergo è piuttosto cara. Decisione sbagliata, dato che praticamente non troviamo più nulla. Solo dopo almeno tre soste in locali assolutamente improbabili per una colazione degna di tale nome, compreso uno dove c'era un tizio che candidamente ha ammesso di non sapere usare la macchina del caffè (!), decidiamo di fermarci nel negozietto di un distributore, dove perlomeno c'è qualcosa di caldo. Anche perchè qui la macchina del caffè pare la sappiano usare.
Sono già le 10:30 passate quando ci rimettiamo in macchina in direzione del parco Kakadu.

Verso il Kakadu
Verso il Kakadu

Sono circa trecento km, che percorriamo tutti lungo una strada dritta e senza traffico, che attraversa una interminabile boscaglia, senza praticamente mai nessuna variazione del panorama. Ci fermiamo solo ad un punto panoramico, incredibilmente suggerito dalla Cris, famoso niente di meno che per il bird watching. Mah!

"Bird watching" nel Parco Nazionale Kakadu:

E anche con il pranzo non è che ci vada meglio. Ci fermiamo alle due passate all' Information Center del parco, dove c'è un ristorante che però è chiuso. Chissà poi perchè! Non troviamo niente altro fino al Cooinda Lodge, il nostro albergo, dove arriviamo che sono già le tre passate. E naturalmente il bar locale giusto alle tre chiudeva. Ci consoliamo con dei tristissimi tramezzini acquistati al minimarket, e con delle ottime arance. Altra cattiva notizia è che qui non c'è il wi-fi; Beatrice non si è più ripresa, ma anche il resto della truppa che fa finta di niente in realtà ha accusato il colpo.

Il "Cooinda Lodge"
Il "Cooinda Lodge"

Ed è però qui che la nostra giornata prende una inaspettata svolta positiva. Abbiamo infatti deciso di prenotare un giretto in barca sullo Yellow River, un fiume che attraversa il parco e che è famoso per la sua popolazione di coccodrilli. Spendiamo una cifra iperbolica, ma mai decisione fu più azzeccata perchè il giretto è stato semplicemente fantastico!
In due ore abbiamo visto non solo un bel numero di coccodrilli, in acqua e sulla terra, con la bocca chiusa e con la bocca aperta, ma anche una quantità di volatili di vario genere, comprese due aquile e un pellicano, ma soprattutto una natura mozzafiato, con dei paesaggi dai colori semplicemente incredibili. La nostra guida, che durante tutta la navigazione non ha mai smesso di raccontare dettagli sulla fauna e la flora del parco, verso la fine del giro si è anche fermata per farci assistere al tramonto. Come si dice, uno spettacolo nello spettacolo.
Assolutamente si, valeva il biglietto e il viaggio!
Rientriamo che sono quasi le sette, e nonostante sia già quasi buio Mariam e Ale vogliono assolutamente fare un bagnetto in piscina. Come negarglielo.
Si cena in loco, anche perchè non ci sono alternative. Io mangio una buona bistecca, Raffy una pizza così così, mentre Uccio e la Cris si avventurano su cibi indigeni, che alla fine non sembrano granchè: la carne di canguro è un po' dolciastra, mentre quella di coccodrillo sembra un pollo un po' insipido. Meglio il vecchio e sano beef.
Nonostante le molte ore di macchina, alla fine giornata decisamente positiva.